Il quesito di G. C.:

Una testata periodica mi ha offerto un contratto che prevede mille euro netti al mese.

Esistono contratti giornalistici a tempo indeterminato o determinato e a tempo pieno che prevedono questa somma? E nel caso di fine rapporto la disoccupazione Inpgi presumo sarà proporzionata allo stipendio, vero?

Grazie molte della disponibilità.

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La risposta di Massimo Marciano:

Caro collega,

il contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico (Ccnlg) prevede una figura, quella del collaboratore fisso, regolata dall’articolo 2, che può essere oggetto di contrattualizzazione a tempo indeterminato o determinato. Secondo il Ccnlg, la retribuzione mensile è «proporzionata all’impegno di frequenza della collaborazione ed alla natura ed importanza delle materie trattate ed al numero mensile delle collaborazioni», e non può essere inferiore a quella stabilita nelle tabelle allegate al contratto stesso.

Questa forma di contrattualizzazione, quindi, permette una certa flessibilità nell’organizzazione del lavoro e nella retribuzione, sulla base anche della contrattazione fra giornalista e datore di lavoro. In questo ambito può rientrare la quantificazione della retribuzione nella misura da te indicata. L’applicazione dell’articolo 2 implica da parte del datore di lavoro il versamento dei contributi previdenziali alla Gestione principale dell’Inpgi e di quelli assistenziali alla Casagit (proporzionati all’entità della retribuzione, con eventuale integrazione a cura del giornalista se inferiori al minimo stabilito dalla Cassa).

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, l’indennità di disoccupazione spetta, in maniera proporzionata alla retribuzione, secondo le norme stabilite dall’articolo 22 e seguenti del Regolamento dell’Inpgi.

Inpgi: quesiti – Contratto di collaborazione fissa ed entità della successiva indennità di disoccupazione

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