Della Volpe e Lorusso (foto da www.fnsi.it)
Della Volpe e Lorusso (foto da www.fnsi.it)

Ampia convergenza sul rinnovamento degli strumenti di lotta sindacale, sul nuovo gruppo dirigente e sulla difesa del lavoro in tutte le sue declinazioni, in particolare per quel che riguarda l’area degli autonomi, dei parasubordinati e dei freelance, che rappresentano la maggioranza dei giornalisti oggi in Italia. Così si è concluso a Chianciano Terme (Siena) il 27° congresso della Federazione nazionale della stampa italiana che, nella giornata conclusiva, lo scorso 30 gennaio, ha visto Raffaele Lorusso e Santo Della Volpe eletti rispettivamente, entrambi al primo scrutinio, segretario generale e presidente, nonché l’approvazione di una importante e articolata mozione politica che impegna il nuovo gruppo dirigente a seguire alcune linee guida fondamentali per la tutela del lavoro autonomo.

Lorusso, 47 anni, giornalista de La Repubblica a Bari e presidente dell’Associazione regionale di stampa della Puglia, come vuole lo Statuto è stato eletto direttamente dai 309 delegati al congresso, ottenendo 213 voti. Ne ha ottenuti 70, inoltre, Carlo Parisi, 52 anni, segretario del Sindacato regionale giornalisti della Calabria; 12 sono state le schede bianche e otto quelle nulle. Il nuovo Consiglio nazionale eletto dal congresso, riunitosi subito dopo, ha a sua volta eletto presidente Della Volpe, 59 anni, romano, giornalista del Tg 3, socio fondatore dell’associazione “Articolo 21” e direttore di “Libera informazione”, che ha ottenuto 79 voti, mentre 29 sono andate al giornalista calabrese Michele Albanese, con tre schede bianche e due nulle.

I temi dell’estensione delle tutele del lavoro e della partecipazione sono stati al centro dell’intervento che il neo segretario ha rivolto al congresso subito dopo la sua elezione. «Per come sono abituato a impostare il mio lavoro – ha detto Lorusso – c’è posto per tutti quelli che vogliono lavorare e con tutte le loro idee. La mia porta è sempre aperta, poi è chiaro che ci sono organismi esecutivi che decidono. Anche alla luce di quello che è stato il risultato di uno degli ultimi ordini del giorno approvati dal congresso (mi riferisco al lavoro autonomo e al lavoro precario) voglio dire ai colleghi che siamo aperti a ricevere suggerimenti, a correggere eventualmente errori che ci sono stati o storture che gli editori stanno cercando di mettere a segno, tutto in un quadro di chiarezza e sostenibilità dei costi del sistema previdenziale. Dobbiamo intenderci su chi sono i precari e chi i freelance. Nessuno ci venga a dire che la platea dei freelance, collaboratori, precari coincide con gli iscritti all’Ordine. Più o meno la metà di queste persone è esclusa dal sistema previdenziale e questo crea un problema di domanda e offerta durante la contrattazione collettiva. Porsi il problema dell’accesso alla professione non significa però piegare la libertà di manifestare il pensiero. L’articolo 21 della Costituzione nessuno lo mette in discussione. La legge professionale va cambiata senza se e senza ma».

Un impegno politico, quello preso dal nuovo segretario nei confronti dell’ampia area di giornalisti oggi esclusi dalle tutele, da lui poi ribadito in tema di diritti economici: «Soltanto la qualità ci potrà salvare. Altrimenti qualcuno mi dovrebbe spiegare qual è la differenza tra un giornale e la massa indistinta delle informazioni che circolano in rete. Il nostro mestiere deve diventare credibile e appetibile perché è la democrazia che ha bisogno di informazione di qualità, che significa anche informazione remunerata. Ma questa costa e deve essere pagata».

Il presidente Della Volpe ha rafforzato, su questo punto, l’impegno della nuova dirigenza sindacale, parlando di «un futuro tutto da scrivere, ma che ha già delle indicazioni e dei paletti ben piantati nella solidarietà, nelle regole democratiche del sindacato, nell’appoggio ai giornalisti in difficoltà, nell’attenzione ai colleghi precari, alle nuove generazioni che si affacciano alla professione e nella autonomia professionale rigorosamente difesa per i giornalisti tutti e in particolare per chi lavora con contratto a tempo indeterminato».

«Perché – ha proseguito Della Volpe – l’informazione o è libera oppure non è informazione. E la nostra libertà si fonda, da sempre, sulla autonomia professionale e sulla serenità di poter lavorare senza essere minacciati costantemente di perdere il lavoro o di perdere libera capacità di giudizio. Fare informazione senza alcun condizionamento esterno è oggi una necessità ed un obiettivo. Dobbiamo mantenere queste garanzie dove già ci sono e riaffermarle perché nulla è deciso in eterno. Ma soprattutto dovremo riconquistarle là dove si sono perse o non ci sono mai state».

L’attenzione e l’impegno del nuovo gruppo dirigente nei confronti dei temi del lavoro autonomo, precario e parasubordinato sono il frutto di un’attività costante e qualificata condotta nello scorso mandato – sulla scia delle lotte iniziate negli anni Ottanta da diversi gruppi in tutta Italia, fra i quali nel Lazio il nostro “Giornalisti per la riforma della professione – Gruppo Giorgio Bonelli” – dall’Assemblea e dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, nonché delle varie articolazioni promosse da molte Associazioni regionali di stampa.

Tra i documenti preparatori del congresso, ben tre sono stati predisposti sul lavoro autonomo e parasubordinato. A margine dei lavori del congresso, noi rappresentanti dei giornalisti non contrattualizzati che siamo stati presenti a Chianciano Terme abbiamo prodotto, riuniti in un gruppo di lavoro, una sintesi di questi documenti. Si tratta di un documento ben rappresentativo di uno sforzo unitario e condiviso, che mette insieme dei punti di impegno concreti per il lavoro sindacale da fare nel prossimo mandato della Fnsi.

La mozione da noi così preparata è stata approvata dal congresso a larghissima maggioranza, con 270 sì, un no e sette astenuti. Un passo avanti verso un sindacato più attento e preparato verso la professione che cambia. Starà a noi, protagonisti di un settore fino ad oggi marginalizzato, essere attori protagonisti, nel sindacato, della concretizzazione delle linee guida che la nostra mozione ha tracciato a Chianciano Terme.

Massimo Marciano

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Questo è il testo della mozione sul lavoro autonomo approvata dal congresso della Fnsi:

Il 27esimo Congresso della Fnsi, riunito a Chianciano Terme, individua le seguenti linee guida sul lavoro autonomo:

I giornalisti autonomi e atipici, quasi sempre sottopagati, senza diritti, ne’ forza di contrattazione individuale, sono oggi la maggioranza della categoria, il 62,6% degli attivi. Continuano, nel frattempo, a diminuire i giornalisti dipendenti.
E’ quindi tempo che il lavoro autonomo, nelle sue diverse declinazioni, assuma ruoli di responsabilità, a tutti i livelli, a partire da quelli territoriali e aziendali, negli organismi statutari del sindacato dei giornalisti.
Va riconosciuta pari dignità tra lavoro dipendente e non, rimuovendo tutti gli ostacoli che oggi la limitano o la impediscono e promuovendo la rappresentanza dei non dipendenti ad ogni livello, aziendale, regionale e nazionale.
– Si richiamano: l’attualità dell’ordine del giorno sul lavoro autonomo approvato per acclamazione al 26° Congresso Fnsi nel 2011, le elaborazioni approvate nel tempo dalle rappresentanze nazionali e regionali del lavoro autonomo, e quelle avanzate da più Assostampa.
– Si chiede pertanto la convocazione entro giugno di una Conferenza organizzativa della Fnsi sulle problematiche del lavoro autonomo e della precarietà, per sviluppare un ampio confronto su quanto finora prodotto a livello nazionale e locale, su nuove proposte e per elaborare una piattaforma operativa aggiornata sul tema.
– Il costo unitario del lavoro autonomo professionalizzato non può mai essere inferiore a quello aziendale del dipendente. Pena l’impoverimento del lavoro autonomo e la conseguente spinta allo smantellamento di quello dipendente.
– Politiche di contrattualizzazione che possano rendere economicamente più convenienti le assunzioni rispetto all’uso prolungato di un autonomo.

LA RAPPRESENTANZA
– La rappresentanza del lavoro autonomo va riformata: deve avere origine in un processo elettivo democratico. I non dipendenti devono essere presenti in modo politicamente e numericamente rilevante, anche negli organismi direttivi ed esecutivi federali e regionali. Anche attraverso modifiche statutarie e regolamentari in vista del prossimo rinnovo contrattuale.
– Bisognerà inoltre prevedere che gli organismi di rappresentanza del lavoro autonomo partecipino al lavoro di costruzione del prossimo contratto: va restituito ruolo effettivo in tutto il processo di elaborazione e di politica sindacale a tutti gli organismi statutari, comprese le rappresentanze del lavoro autonomo/atipico, e agli strumenti di consultazione previsti.
– Vanno costruite rappresentanze dei giornalisti non dipendenti anche per i livelli aziendali. E’ dunque essenziale trovare forme di rappresentanza nei Cdr, anche definite nel futuro nuovo contratto collettivo.
– Vanno rafforzati il ruolo e il peso del sindacato nei confronti di Governo, Parlamento e partiti, per ottenere quelle riforme normative urgenti e necessarie per rinnovare le regole della professione, e ottenere gli strumenti di legge, oggi inesistenti, per garantire un welfare anche ai non dipendenti. A tal fine è anche necessario garantire rappresentanza nella Fnsi ai lavoratori atipici ed autonomi della Campania.
– Il sindacato deve investire risorse umane ed economiche per rendere effettiva e incisiva, a tutti i livelli, la rappresentanza dei non dipendenti, tenendo conto che gli autonomi impegnati in attività sindacali oggi non godono delle tutele né dei permessi retribuiti spettanti ai colleghi contrattualizzati o pensionati.

LAVORO E WELFARE
Il nuovo e rinnovato gruppo dirigente dovrà affrontare il rinnovo contrattuale previsto per il 2016, con alcune chiare priorità:
– Includere (eventualmente anche attraverso un nuovo articolato) i lavoratori non dipendenti nel perimetro delle tutele, anche legali, diritti e garanzie contrattuali.
– Studiare in sinergia con l’Inpgi forme dedicate di ammortizzatori sociali, per esempio indennità di disoccupazione al mancato rinnovo della collaborazione, e di assistenza. Diritto a malattia, maternità, pensione: purtroppo oggi questi diritti per i lavoratori non dipendenti sono una chimera.
– Far emergere le false partite Iva, secondo le indicazioni del ministero del lavoro e i dettami della legge 92/2012.
– Garantire ai lavoratori autonomi strumenti, retribuzioni e tutele adeguate.
– Realizzare un monitoraggio costante delle condizioni di lavoro degli autonomi e degli atipici, anche attraverso una più stretta collaborazione con l’Inpgi 2.
– Facilitare, con servizi specifici, consulenze e formazione, dedicate alle esigenze degli autonomi, l’accesso alle opportunità offerte dall’uso dei fondi regionali ed europei ed all’accesso al credito, previsto anche dal decreto Lotti, in favore di nuovi progetti editoriali.
– Estendere ai non dipendenti le tutele della Casagit mettendo i relativi contributi a carico dell’azienda.
– Azioni per la stabilizzazione delle molte posizioni, oggi solo formalmente autonome, che corrispondono a lavoro dipendente non contrattualizzato. Vanno anche correttamente applicati gli artt. 2 e 12 del contratto Fieg-Fnsi come primarie forme di lavoro dipendente flessibile, ponendosi come obiettivo politico il superamento dei co.co.co. verso il lavoro dipendente.
– Rispetto dei tempi di pagamento a trenta giorni dalla consegna, come da ordinamento vigente ed evitare tagli unilaterali dei compensi. I lavori commissionati, consegnati e corrispondenti a quanto richiesto, vanno pagati anche se non pubblicati. Il compenso di un lavoro va concordato in anticipo.
– Il prossimo contratto di lavoro deve prevedere il diritto anche per gli autonomi al rimborso delle trasferte, delle spese telefoniche e a una copertura legale da parte delle testate per cui si lavora.

Mozione approvata con 270 sì, 1 no, 7 astenuti

Fnsi: tutele e lotta al precariato gli impegni della nuova dirigenza

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